Nell'articolo di Kevin Lee apparso su ClickZ dal titolo 'The Overlooked Killer
App: Paid Inclusion' (1) appaiono alcune considerazioni interessanti: prendendo in considerazione i log del suo sito, e supponendoli rappresentativi dell'intero universo degli utenti internet, l'autore ha potuto trarre conclusioni sulle abitudini di ricerca sui motori.
Queste le sue conclusioni: il 40% delle ricerche su LookSmart contengono 3 o più parole, percentuale che scende al 32% per Teoma; su Ask Jeeves, per la particolarità di ricerche supportate in linguaggio naturale, la percentuale è ancora maggiore.
| Words in Query |
LookSmart (%) |
Ask.com (%) |
Teoma (%) |
| 1 |
27.00 |
12.76 |
38.04 |
| 2 |
33.00 |
22.46 |
29.59 |
| 3 |
23.00 |
19.34 |
18.13 |
| 4 |
10.00 |
11.89 |
8.00 |
| 5 |
7.00* |
7.86 |
3.51 |
| 6 |
- |
6.19 |
1.39 |
| 7 |
- |
5.47 |
0.63 |
| 8 |
- |
4.59 |
0.30 |
| 9 |
- |
3.40 |
0.15 |
| 10 |
- |
2.29 |
0.08 |
Se due anni fa la maggioranza delle ricerche veniva effettuata per due parole o meno, le chiavi di ricerca divengono ora sempre più definite. L'esperimento è replicabile da qualunque webmaster che abbia accesso ai propri log, potendo analizzare quindi i referrer dai motori di ricerca. Probabilmente, la conclusioneche ne deriverà sarà la stessa: meglio ottimizzare per keywords di 2 o 3 parole piuttosto che per keywords di 1 parola solamente.
Come si nota, l'importanza di tali dati ed in particolare sui dati riguardo il comportamento dell'utenza sui motori, è interessante al di là della notizia di per sè, anche e soprattutto in funzione della ottimizzazione del proprio sito web.
(1) - http://www.clickz.com/search/opt/article.php/1464891
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