In seguito all'eccessivo uso dei software automatizzati per l'analisi del ranking utilizzati da alcuni iscritti di un provider dall'accesso ad alta velocità, Google ha reagito bannando tutti gli accessi provenienti dal blocco di indirizzi IP da esso utilizzato. L'esclusione ha avuto effetto su tutti gli utenti del provider indistintamente, escludendoli dall'accesso al propri database, e mostrando loro una schermata in cui venivano spiegati i motivi dell'interruzione del servizio, aggiungendo: "Tu utente non sei accusato direttamente, ma sei vittima del comportamento scorretto di altri, che vìola i nostri termini d'uso del servizio di ricerca". L'utilizzo dei software di analisi del ranking genera infatti un alto numero di queries, rallentando le prestazioni dei motori di ricerca
WebPosition Gold, che consente, oltre alla generazione di doorway pages, anche l'analisi del ranking su Yahoo, Google, Overture, WebCrawler, Excite ed AltaVista, sembra chiamato direttamente in causa. Brent Winters, presidente della FirstPlace Software, azienda produttrice di WebPosition Gold, replica affermando il "diritto" dei webmaster di conoscere il proprio ranking, e sottolineando la necessità di educare gli utilizzatori del proprio software ad evitare lo spam verso i motori di ricerca, distinguendo tra "uso" ed "abuso" dei tools a disposizione con WebPosition Gold.
Google, inoltre, avrebbe rifiutato le proposte di WebPosition Gold per un lavoro congiunto al fine di minimizzare il numero delle query effettuate dagli utenti del prodotto, o quanto meno distribuirle in periodi di minore attività del motore di ricerca.
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